Grotte di Cagno, una spettacolare geometria

C’è un angolo nascosto di Lombardia, tra le province di Varese e Como, dove fino all’inizio del 1900, dalla roccia si ricavavano pietre da costruzione e quelle utilizzate per fabbricare le macine dei mulini. Si tratta delle Grotte di Cagno.

Oggi abbandonate (anche perché ritenute pericolose per eventuali crolli) fanno bella mostra lungo un percorso ciclo-pedonale che da Mendrisio (Svizzera) arriva a Castellanza (Varese) e che attraversa la valle del torrente Lanza.

Le Grotte di Cagno si trovano tra i comuni di Cagno (Provincia di Como) e Malnate (Varese) e si raggiungono seguendo seguendo il sentiero numero 6 del Lanza.

Si tratta di maestose grotte scavate dall’uomo nel corso dei secoli, che oggi appaiono alla vista del fotografo come qualcosa di unico, ma che rappresentano una testimonianza importante di storia del territorio.

Grotte di Cagno, particolare
Grotte di Cagno, particolare

Di antica formazione, oltre 25 milioni di anni, la roccia si è formata su fondali marini, mentre l’utilizzo ci porta al VIII secolo. Il materiale estratto da queste cave veniva utilizzato per la , costruzione delle mura di cinta di Castelseprio, mentre in epoca più recente, la pietra molera era utilizzata per creare elementi decorativi per gli edifici di Castiglione Olona. A livello industriale, questo materiale veniva utilizzato per la costruzione di mole, da cui poi derivò il nome “molera”.

L’estrazione avveniva in maniera diagonale, ovvero scavando la roccia verso l’interno.

Quella proposta è una passeggiata, nel vero senso della parola, perché il percorso non presenta particolari difficoltà ed è concentrato in poco più di un’ora di tempo, salvo le soste alle varie cavità che sorgono al fianco della montagna e che si possono individuare facilmente.

Per visitare le grotte di Cagno si può partire indifferentemente dalle due località, anche se per convenienza, è più indicata Cagno, in quanto non distante si trova un parcheggio gratuito nei pressi del mulino.

Per raggiungere Folla di Malnate, 2,8 Km, si segue il sentiero numero 6 che corre al fianco del fiume. lungo il percorso alcuni totem raccontano la storia delle cave, una decina in tutto. Alcune interessanti, altre meno.

Bastano solo pochi minuti di cammino lungo lo sterrato (che presenta diversi saliscendi) che conduce verso la località varesina, ed ecco, sulla sinistra, la prima grotta.

Non ci sono indicazioni, ma ci si accorge della presenza della cavità per il cambio repentino di temperatura.

Non essendo un luogo sicuro, soprattutto dopo un’abbondante precipitazione, è meglio non addentrarsi perché il materiale roccioso è franoso. La vista è appagata anche dal semplice sguardo superficiale all’ingresso della cavità già da qui si possono ammirare eccezionali forme geometriche disegnate dall’uomo.

COME ARRIVARE Autostrada A8 Milano Varese uscita Gazzada, quindi Tangenziale di Varese direzione confine di Stato-Gaggiolo. Poi si segue la statale per Como fino a Cagno. Da questo punto le indicazioni per Mulino del Trotto.

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