Sulla via degli asini a Brisighella

Località in provincia di Ravenna, Brisighella è una delle classiche mete dell’Emilia Romagna da vivere in giornata. Tanto basta per visitare i principali monumenti, respirando l’aria di questo borgo medievale situato nel Parco Regionale della Vena del Gesso, nel cuore dell’Appennino tra Firenze e Ravenna.

A caratterizzare Brisighella sono i tre pinnacoli rocciosi, i famosi tre colli, su cui poggiano la rocca manfrediana del quattordicesimo secolo, il santuario del Monticino del diciottesimo secolo e la torre detta dell’Orologio del diciannovesimo secolo.

Sulla romana Via Faentina e percorsa dalle carovane che portavano il sale dalle Saline di Cervia a Roma, divenne borgo alla fine del Duecento per opera del condottiero medievale romagnolo, Maghinardo Pagani, il quale edificò su uno dei tre colli la torre fortificata più importante della vallata, ai cui piedi si sviluppò l’abitato.

Il borgo e i tre colli rappresentano un ideale trekking cittadino non impegnativo e di breve durata che ci permettono di spingerci fino al museo geologico all’aperto della Cava dei Gessi per ammirare un inconsueto panorama.

Fissiamo la partenza nella parte storica del borgo che ha conservato l’’atmosfera medievale e che si presenta come un intreccio di strade e viuzze, edifici maestosi e angoli nascosti. Il cuore di Brisighella è piazza Marconi, sulla quale si affacciano palazzo Maghinardo, la sede del municipio, e la via del Borgo, detta anche via degli Asini.

Brisighella, via-degli-asini
Brisighella, via degli asini

Il primo è un edificio costruito, su disegno dell’Architetto Antonio Melari, tra il 1824 e il 1828. Ha una facciata è in stile neoclassico-palladiano che nella parte inferiore presenta cinque lapidi commemorative, mentre in quella superiore si nota un balcone in ferro battuto sormontato dallo stemma del Comune di Brisighella.

Poco distante dal palazzo comunale ecco Via del Borgo, l’antica sopraelevata realizzata su una larga base rocciosa. Oggi questa via, nota anche come via degli Asini, presenta particolare architettura e illuminata da mezzi archi. Inizialmente ha rivestito una importante funzione difensiva, mentre in un secondo momento nella roccia vennero scavati ricoveri, stalle ed abitazioni.

Il curioso nome di via degli Asini deriva dal fatto che da qui passavano le carovane di animali che trasportavano il materiale dalle vicine cave di gesso.

Salendo la scalinata raggiungiamo la cima della rupe, dove si ergono la torre dell’Orologio, la nostra prima tappa, la Rocca e il Santuario del Monticino. La torre dell’Orologio fu il primo baluardo di difesa del borgo. Costruita nel 1290, fu danneggiata e ridimensionata fino all’attuale conformazione che risale al 1850. Purtroppo la torre non è al momento visitabile per restauro.

Facciamo un giro attorno per ammirarne i lati, quindi proseguiamo seguendo lo sterrato in leggera salita, sino ad arrivare alla rocca manfrediana, camminando ammirando i vigneti che dalla collina diradano verso il borgo.

Pregevole esempio di fortificazione militare del Medioevo, della rocca si ammirano il Torrione veneziano del sedicesimo secolo e il trecentesco Torricino. L’ingresso alla rocca è a pagamento.

Dagli spalti della fortezza si ammira un bellissimo panorama, così come dal santuario del Monticino, che raggiungiamo dopo qualche minuto di cammino su una strada che si inerpica sul sul terzo colle. All’interno della chiesa è venerata una sacra immagine di autore ignoto, datata 1626 e originariamente posta su un pilastro alle porte del paese. L’edificio attuale risale al 1758.

Poco distante dalla chiesa visitiamo il museo geologico all’aperto della Cava dei Gessi con il suo favoloso panorama sui calanchi. Si tratta di un breve percorso ad anello di circa due chilometri all’interno della cava che presenta brevi, ma ripide salite e ci permette di conoscere anche questa zona di territorio.

Tornati verso la rocca, una scalinata conduce nel borgo. E qui si chiude la nostra visita a Brisighella.

COME ARRIVARE La località di Brisighella si raggiunge dall’Autostrada A14 uscita Faenza o Imola e proseguendo sulla SS9 Emilia fino a Faenza, quindi SP302 fino alla meta.

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