Un tufo nelle grotte di Rescia

Lungo la strada che da Claino Con Osteno porta a Porlezza, siamo in provincia di Como, al confine tra Italia e Svizzera, si trovano le Grotte di Rescia, una formazione geologica, unica nel suo genere nel Nord Italia,sul versante orientale del lago Ceresio.

Le Grotte di Rescia sono formate da sette cavità che hanno avuto origine all’interno di colate di travertino, noto comunemente come “tufo”. e dall’azione dell’acqua che nel corso degli anni, ha scavato una serie di vuoti nella roccia, dando vita a spettacolari concrezioni. La loro formazione è ancora attiva ai giorni nostri e visitando le grotte si osserva da vicino la vita di queste dallo stato fossile a quella attuale.

Seppur per qualcuno siano sconosciute, queste grotte erano già meta di visita nel 1700, infatti queste caverne erano frequentate da turisti provenienti da tutta Europa, come testimoniano il pittore Johann Heinrich Meyer nel 1789 e lo scrittore e geologo Johann Gottfried Ebel che nel 1793 racconto’ di una visita alle grotte di Rescia nella sua importante “Guida della Svizzera” parlando di grandi caverne piene di stalattiti. Infine, a testimonianza della loro fama nel passato, restano numerose cartoline d’epoca realizzate nel 1933 per pubblicizzare questa attrazione. Oggi rappresentano una rarità a livello nazionale legata alla loro origine e sono frutto di un unico complesso che è stato creato agli inizi del ‘900 e si snodano lungo un percorso di circa 500 m alle pendici del monte.

Grotte di Rescia, l’orrido di Santa Giulia

La visita si snoda lungo un percorso obbligato che ci porta alla scoperta dell’orrido di Santa Giulia, una cascata alta quasi 70 metri che si trova all’esterno delle grotte. Dopo aver ammirato anche questo spettacolo tornati all’interno delle caverne concludiamo la visita, ammirando spettacolari forme delle rocce formatesi nel corso dei secoli.

Il percorso di visita attuale risale alla fine dell’800, quando le sette grotte di Rescia vennero illuminate e collegate tra loro. Inizialmente erano raggiungibili solo con la barca e visitabili con l’aiuto di una “guida” del posto, munita di una scaletta e di una fiaccola che accompagnava i turisti occasionali.

Lungo il percorso è possibile vedere l’antico ingresso alle grotte e durante la visita, 14 pannelli didattici illustreranno le caratteristiche del luogo e delle rocce, la storia e la formazione geologica.

COME ARRIVARE Dall’autostrada A9 Milano-Chiasso, uscita Como Lago, quindi seguire la SS340 direzione Tavernola,fino ad Argegno, poi SP13 fino a Pellio, quindi SP14 fino a destinazione

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